Omelia don Giuseppe, Mercoledì delle ceneri (18/02/2026)
Notizia pubblicata il 21/02/2026
Oggi siamo convocati dal Signore. Siamo convocati perl’inizio di questo tempo santo. Definiamo santo questo tempo perché questi 40 giorni sono un tempo di grazia, di azione di Dio nella nostra vita.
La commissione liturgica è un gruppo di persone di tutte le parrocchie della nostra Unità Pastorale, costituita da:membri dei cori, sagrestani, ministri della comunione, adulti, giovani. Il compito di queste persone, insieme anoi sacerdoti, è quello di avvicinare sempre di più la liturgia che celebriamo alla vita. Se la liturgia, come ci dice il Concilio vaticano II è fonte e culmine della vita della chiesa (SC 10) significa che ciò che ci può aiutare a vivere il nostro rapporto con Cristo, sposo della Chiesa è proprio la liturgia.
Ringrazio la commissione per il cammino e il lavoro che stiamo facendo insieme. Ultimamente, in particolare, ci siamo chiesti come aiutare la comunità a vivere la liturgia come occasione per crescere nel nostro essere discepoli e testimoni del Signore.
Il Papa nel messaggio per la Quaresima di quest’anno lega il digiuno in particolare alle parole: ci invita a cambiare le parole che usiamo tra noi, a togliere le parole che fanno male e a lasciare spazio alla sola PAROLA che nutre e sostiene la nostra vita: quella di Dio.
A partire da qui vorrei quindi indicare qualche puntoconcreto, qualche suggerimento per la nostra quaresima: per evitare il rischio che sia vissuta come una gara personale nella quale devono emergere le nostre prestazioni, ma piuttosto un cammino di popolo, fatto insieme, con la gioia di viverlo assieme.
- La prima proposta è di verificare i pensieri e le intenzioni che portiamo nel cuore. Propongo una sorta di igiene dei pensieri, non tutti i pensieri hanno diritto di cittadinanza nel nostro cuore. Ci sono pensieri che non aiutano a vivere la comunione, ma appesantiscono, che ci bloccano nel rapporto conDio e con gli altri, possiamo lasciarli andare o comunque non tenerli nel cuore.
Vi propongo in linea con questo anzitutto di vivere la benevolenza, di lavorare sulla stima personale gli uni nei confronti degli altri. Se vedo un limite in te, fratello accanto a me, o moglie o marito, il mio primo passo sarà conquistare quello che manca a te, e questo prima di stilare un giudizio, prima di prendere le distanze.
- Di conseguenza la seconda proposta sarà in ordine alla preghiera: quanto mi faccio carico del vissuto del fratello? Quanto prego per gli altri? Ci sono persone nella nostra comunità che non riescono a partecipare alla liturgia: noi le portiamo nelle nostre liturgie con il pensiero, con l’affetto? Presentiamo a Dio le loro necessità? Quanto sarebbe bella unapreghiera che da ogni angolo della nostra Unità Pastorale si alzasse in coro per cui anche se io in qualche momento non riuscissi a pregare o a rivolgermi a Dio, ci sarebbe chi presenta autorevolmente (perché la carità è sempre autorevole) la mia preghiera.
- Terza proposta. Il tempo della quaresima è un tempoforte - dicevo all’inizio. La liturgia di ogni giorno a partire dalle letture della Messa è molto ricca. È bello vedere tanti giovani che si stanno impegnandoa venire quanto più possano alla messa feriale(bellissimo sarebbe anche sentirli un po’ più di frequente leggere la parola di Dio, ma qui stiamo sognando…). Potremmo cercare tutti di pregare sui vangeli del giorno, accompagnando così gli uni il cammino degli altri attraverso l’ascolto della stessa parola di Dio. Potremmo anche offrici tra amici di tenerci i figli per poter partecipare almeno una voltaalla settimana ad una messa feriale.
Qualche giorno fa alla messa per i malati è successa una cosa molto bella: alcuni giovanicoetanei di Nicholas lo hanno accompagnato.Era commovente vedere come lui si godesse la presenza degli amici, ma questo significa anche aiutare le famiglie che vivono situazioni pesantialleggerendoli, prendendoci noi cura, di chi in realtà si prende cura di noi con l’offerta silenziosa della vita.
- Un’altra proposta sarebbe la cura dei sacramenti in particolare della riconciliazione: Di quanto ho bisogno io di questo sacramento? In questo spaziosacramentale, ci suggeriscono i santi, sta anche la possibilità di verificare la nostra vita, di provare a fare il punto sulla mia vocazione personale o familiare. Come stiamo vivendo il nostro sacramento? Come lo ha pensato Dio, o piegato dalle nostre paure? Com’è la stima reciproca? Ildialogo fra noi? Quali parole usiamo e quali dovremmo usare di più? Quali sono le scelte educative che stiamo portando avanti? E in tutto ciò oltra a me, oltre a noi due, con chi ci confrontiamo?Con chi ci verifichiamo?
- In questa Quaresima partirà un percorso nuovodedicato ai grandi: un percorso di riscoperta dellafede, accompagnati da chi ha incontrato il Signore(la Samaritana, il Paralitico, L’Emorroissa, Marta e Maria). “SE TU FOSSI QUI” è il nome di questo percorso, vi invito a tenerlo come appuntamento in preparazione alla Pasqua, poi proseguirà con altri 2 incontri nel tempo pasquale, 4 in tutto. Saranno incontri brevi, essenziali, un pit stop, che ci regaliamo per crescere nel nostro rapporto con Dio e con i fratelli. Vi invito a prenderne parte e ad invitare qualcuno cui pensiamo possa fare bene questa proposta, non solo avvisandolo, ma dicendo: “Andiamo assieme!”.
- Un ultimo suggerimento, è un desiderio che come commissione liturgica vi condividiamo, è di provare a vivere insieme il Triduo Pasquale, cercando per quanto possibile di esserci, e di esserci in particolare la notte della Veglia Pasquale. Quella veglia è la madre di tutte le liturgie, ci porta a riscoprire il nostro battesimo e la bellezza di vivere insieme come discepoli del Signore, per essere noi luce, per tutti coloro che cercano pace, serenità, gioia….
Buon Cammino verso la Pasqua!
Don Giuseppe