Quel mancato riconoscimento

Commento al Vangelo di Domenica 24 Agosto 25

Notizia pubblicata il 24/08/2025

È una domanda gridata di un tale che il Vangelo di oggi registra:
“Signore, sono pochi quelli che si salvano?”.

In sé potrebbe sembrare una domanda banale, ma basta qualche secondo a comprendere che in realtà è una domanda da un milione di dollari.
Soprattutto è una di quelle domande che tirano fuori da Gesù risposte così chiare cheGesù è lapidario:
“Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: ‘Signore, aprici!’.
Ma egli vi risponderà: ‘Non so di dove siete’.
Allora comincerete a dire: ‘Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze’.
Ma egli vi dichiarerà: ‘Voi, non so di dove siete!’”.

Sarà l’effetto di una mia ferita interiore il motivo per cui queste parole mi fanno particolarmente male.
Arrivare davanti a chi ti ama e sentirti dire “non so chi sei” è qualcosa che mi ferisce particolarmente.

Ma è un dolore che mi racconta anche che quel mancato riconoscimento non è per colpa di Dio ma più che altro per responsabilità mia.
Perché capita sovente che certe volte noi diciamo di amare ma in realtà quell’amore nasconde solo un egoismo e un narcisismo autoreferenziale che non ci fa mai incontrare l’altro ma solo noi stessi, i nostri bisogni e le nostre aspettative.

Tu puoi vivere anche cinquant’anni in casa con quella persona che hai sposato e renderti conto dopo tutti quegli anni di essere degli estranei che hanno semplicemente convissuto insieme, solo perché ognuno ha preso sul serio esclusivamente i propri bisogni e le proprie aspettative e non si è mai accorto del volto dell’altro.

È così con Dio: ci siamo riempiti la bocca di Lui ma non ci siamo mai preoccupati di dargli spazio.
Lo abbiamo usato ma non incontrato.

“Vi sono ultimi che saranno primi e vi sono primi che saranno ultimi”.
Tanto per non provare a fare i conti in tasca anche al buon Dio.

Don Luigi Maria Epicoco