Zazakely - Bambini e bambine

L'età media in Madagascar è di circa 19,2 anni (dati del 2025), notevolmente inferiore rispetto all'Italia, dove l'età media è di circa 46,6 anni (dati del 2023). Il Madagascar ha quindi una popolazione molto giovane e il 50% della popolazione ha meno di 20 anni.

C'è tanta differenza tra la vita nelle città e nelle cittadine rispetto ai centri più isolati, quelli dove le macchine non arrivano. Esistono villaggi di capanne nati tra le risaie, dove non c'è una scuola, il medico è presente solo un giorno la settimana e anche il prete arriva una volta ogni due mesi. Sono villaggi isolati perché non vi arrivano le strade, nemmeno quelle di terra battuta. Sono luoghi che si raggiungono solo a piedi. Si vive di agricoltura, allevamento, raccolta e pesca.

La maggior parte dei bambini e delle bambine devono aiutare le proprie famiglie per arrivare alla sussistenza e per questo devono abbandonare presto gli studi ed andare a cercare lavoro. Fanno spesso i guardiani di zebù (la vacca locale), lavorano in agricoltura o vendono prodotti al mercato. Tanti faticano ad arrivare alla 5° elementare, le nozioni acquisite sono basilari, i docenti spesso non hanno competenze adeguate.

La vita nelle città è sicuramente più ricca di stimoli e i giovani possono accedere a percorsi di studio più lunghi e articolati. Nei grandi centri anche se con costi elevatissimi, l'accesso a internet facilita la comunicazione, ed è sicuramente stimolante per la persona, si trovano inoltre ottimi percorsi di studio proposti da congregazioni religiose o altre realtà private a costi più o meno accessibili.

Il gioco resta per ogni bambino o bambina del mondo un aspetto importante, fondante della vita. Si gioca in strada, nel cortile di casa, con gli adulti e con gli amici. Tanti papà, nonni, zii, uomini forti e coraggiosi, hanno cure e attenzioni dolcissime verso i piccoli. Abbiamo notato questo aspetto, forse perché stride molto rispetto alla durezza della vita e alle difficoltà della quotidianità.

Il gioco resta per ogni bambino o bambina del mondo un aspetto importante, fondante della vita. Si gioca in strada, nel cortile di casa, con gli adulti e con gli amici. Tanti papà, nonni, zii, uomini forti e coraggiosi, hanno cure e attenzioni dolcissime verso i piccoli. Abbiamo notato questo aspetto, forse perché stride molto rispetto alla durezza della vita e alle difficoltà della quotidianità.

Il gioco resta per ogni bambino o bambina del mondo un aspetto importante, fondante della vita. Si gioca in strada, nel cortile di casa, con gli adulti e con gli amici. Tanti papà, nonni, zii, uomini forti e coraggiosi, hanno cure e attenzioni dolcissime verso i piccoli. Abbiamo notato questo aspetto, forse perché stride molto rispetto alla durezza della vita e alle difficoltà della quotidianità.

Speriamo che i piccoli grandi progetti portati avanti dalla nostra diocesi, dalle comunità e istituti religiosi e movimenti, insieme alle diocesi locali e altre realtà malgasce, come la nuova università A.L.B.A. di Farafangana, il centro di formazione agricola San Francesco d'Assisi di Manakara e i progetti di RTM Volontari nel Mondo, possano dare frutti per le future generazioni.