Mahafinaritra - Splendido
Riso. Base alimentare del Madagascar.
Pulire il riso è una operazione quotidiana: si tolgono i sassi a mano, lo si fa saltare per togliere la polvere e lo si cuoce in piccole o grandi pentole alimentate da carbone e legna (con la “fatapera”) oppure appoggiate su tre mattoni fatti di terra rossa seccata al sole. Nella pentola si mette metà riso e metà acqua poi si porta tutto ad ebollizione, quando l’acqua è completamente evaporata, il riso è pronto!
Fontana dell’acqua: Antananarivo. Persone in fila per prendere l’acqua.
Queste persone stanno aspettando di riempire d'acqua la propria tanica gialla alla fontana di quartiere. Nelle case spesso non c’è acqua corrente e l’acqua si paga. Cosa faremmo noi italiani con solo una tanica d'acqua al giorno?
Casa della Carità. Antananarivo. Tanjonbato. Tongarivo.
La Masera (suora in lingua malgascia) sta preparando il pranzo per i tanti ospiti della Casa della Carità di Tongarivo, la prima Casa della Carità costruita sull’isola rossa nel 1969. Da allora a oggi è luogo di accoglienza di volontari, cooperanti, sacerdoti, italiani e malgasci, ospiti con problemi psichiatrici o fisici. E’ luogo di ascolto delle tante povertà.
Taxi Brousse
In Madagascar la benzina costa tanto quanto in Italia e gli spostamenti sono difficilissimi, lunghi; si sa quando si parte e non quando si arriva e il rischio di rimanere in panne è altissimo. Il taxi brousse è quel pulmino che, caricato all’inverosimile, percorre strade polverose e fangose nei lunghi percorsi malgasci; insieme a uomini e donne ci sono galline nelle ceste, sacchi di ortaggi e ogni tipo di mercanzia si riesca a caricare.
Pousse Pousse: Risciò
Nelle cittadine per gli spostamenti si trovano i pousse pousse, i risciò, trainati da uomini forti che trasportano materiali di ogni tipo, più o meno ingombranti, accompagnano gruppetti di bambini a scuola e portano in giro uomini e donne che vanno al mercato o al lavoro.
Mpanaoasatanana: Colui che lavora con le mani: Artigiano
In lingua malgascia la parola “artigiano-” si traduce letteralmente con “colui che lavora con le mani”. E’ incredibile per noi italiani vedere come ci si possa arrangiare con pochi strumenti di lavoro e crearne dei nuovi recuperando differenti oggetti.
Bancarelle. Negozi
Da quando è arrivato il cellulare, in Madagascar sono nate anche le bancarelle che fanno ricaricare la batteria. Nell’ultimo periodo c’è chi riesce ad acquistare un pannello fotovoltaico, grande a sufficienza per ricaricare il telefono e la batteria della torcia. E’ così che si possono acquistare i minuti di ricarica del cellulare.
Bolle di foglie. Manakara.
C’è una foglia particolare in Madagascar che fà le bolle. Si rompe il picciolo e soffiando... ecco la MAGIA... si fanno le bolle di sapone.
Opportunità. Manakara.
In questa immagine vediamo due differenti opportunità: da un lato alcuni bambini stanno andando a scuola, hanno la divisa e gli zainetti. Dal lato opposto della stessa strada c’è un guardiano di zebù, un bambino che oggi porterà a casa una paga.
Nuovo Carcere. Ambositra.
Queste fotografie sono state scattate nel nuovo carcere di Ambositra dove abbiamo celebrato la S.Messa della domenica mattina.
Lakana: Piroga. Manakara.
La piroga malgascia (lakana) è fatta scavando il tronco di un albero, con questo mezzo si va a pescare con reti e ceste.
Letti e zanzariere. Ambositra.
Nelle Case della Carità i letti sono dotati di zanzariera per proteggersi dalle zanzare che portano la malaria. Questa malattia rappresenta circa il 20% di tutte le cause di mortalità e colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni.
Lemuri e camaleonti
La biodiversità del Madagascar è estremamente unica: oltre il 90% delle specie di mammiferi e rettili e circa l'80% delle specie vegetali si trovano solo su quest'isola. Questa straordinaria ricchezza, spesso paragonata a “l’ottavo continente", include specie iconiche come i lemuri, oltre 100 specie di camaleonti, baobab, orchidee e una grande varietà di specie marine.