Lalana - Strada
Il Madagascar è la quarta isola più grande al mondo, con 32 milioni di abitanti.
Esiste una sola strada, che collega il nord e il sud del paese, senza nemmeno attraversarlo completamente. Inizia ad Antananarivo, la capitale, per arrivare a Fianarantsoa, la seconda città più importante dell'altopiano. Ci sono, o meglio, c'erano 410 km di asfalto.
Come percorrere questi 410 km?
Con tanta pazienza sicuramente, impiegando minimo 12 ore. L'asfalto esistente è pieno di buche più o meno grandi, che impediscono a qualunque mezzo di procedere con velocità regolare. La grandezza della buca va da quella che
può diventare una vasca per le oche, fino ad arrivare a quella dove l'auto 4x4 entra ed esce piena di fango. Qualsiasi autista è obbligato a fare lo slalom tra buchi grandi e piccoli, fossi, persone, animali, manutenzioni dei ponti fatte con materiali di recupero.
Il resto delle vie di comunicazione è costituito da strade principali e secondarie fatte di terra, che nella stagione delle piogge diventano spesso impraticabili, aumentando così i tempi di percorrenza.
Per strada si incontrano motociclette, camion, taxi be, taxi brousse, pousse pousse, moto taxi, bici taxi, carretti trainati da uomini o zebù per il trasporto di qualsiasi merce.
Il costo della benzina è altissimo, quasi quanto in Italia, così fioriscono i mezzi "muscolari": il bici taxi (un autista con una bicicletta che può caricare un adulto o qualche bambino per tragitti più o meno lunghi), il carretto per il trasporto del legname trainato da giovani e adulti forti, fortissimi che scalzi portano pesi enormi.
In alcuni spostamenti si potrebbero avere, oltre che un numero elevato di compagni di viaggio, anche ceste con galline, grossi sacchi di patate o riso, materassi di gommapiuma, assi di legno...
In un paese dove l'agricoltura e l'allevamento sono indispensabili per la sussistenza della famiglia allargata, le strade interne alle cittadine diventano luogo del commercio dove ognuno, con con una stuoia appoggiata per terra, vende la propria merce:
pomodori, carote, ananas, papaia, mango, cipolle, arachidi... per tante persone questa è l'unica fonte di reddito.
Il giorno di mercato le strade si popolano e tutti accorrono con le loro stuoie per vendere qualcosa: anatre, galline, maiali, ceste fatte in casa, stuoie, ortaggi, frutta, utensili da cucina, attrezzature per l'agricoltura più o meno nuove.
Nelle strade si ritrovano le persone, ci si saluta sempre dandosi la mano, il saluto tradizionale può impegnare anche qualche minuto. È tempo speso bene, è tempo dell'incontro, delle relazioni amicali, di scambi di idee.

Speriamo.
Speriamo, insieme al popolo malgascio, che la politica locale possa avere a cuore il futuro del commercio, del turismo, che richiede la manutenzione delle strade, la loro costruzione e ricostruzione. Occorre avere vie di
comunicazione che permettano lo sviluppo del paese.
Il popolo malgascio sa adattarsi, inventare piccole grandi strategie per arrivare alla propria sussistenza e speriamo
in un miglioramento delle condizioni generali di vita per tutti.