E sarai beato, perché non hanno da ricambiarti (Lc 14,14)

Commento al Vangelo di Domenica 28 agosto 2022

Notizia pubblicata il 27/08/2022

Ancora una volta il Signore ci ricorda che l’umiltà è la condizione essenziale per accogliere la logica del Vangelo.

Chi riconosce la presenza viva di Dio nella propria vita, riconosce di aver ricevuto tutto senza meriti, in virtù dell’iniziativa misericordiosa del Padre che ci ha donato il Figlio e lo Spirito Santo.

A partire da qui, è più semplice comprendere il significato delle indicazioni che Gesù dà ai farisei sul criterio da seguire per scegliere gli invitati nei banchetti: non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti… invita poveri, storpi, ciechi e zoppi.

Il dono dell’umiltà ci aiuta a ricordare che siamo stati noi per primi ad essere stati invitati al banchetto dell’amicizia con Dio, pur non avendo di che ricambiare. L’amore di Dio, infatti, è gratuito e incondizionato, non pretende e non ricatta, ma, semplicemente, dona con larghezza per la nostra gioia.

Quando dimentichiamo questo, è facile appiattirsi sugli standard del mondo contemporaneo, che ci propone come massima aspirazione di donarci semplicemente alle persone che ci fanno “stare bene”. Eppure l’apice dell’amore di Dio si è manifestato proprio sulla croce, luogo di rifiuto, di scherno e di emarginazione.

Non riduciamo il nostro cuore a spendersi solo per chi ci fa stare bene: è abbracciando la croce, attraversando la fatica, che possiamo sperimentare fino in fondo la bellezza e la profondità dell’amore per il prossimo. È questa la via che il Signore ha scelto per farci scoprire tutta la straordinarietà della vita, tutta la forza della Sua vittoria sul male e sulla morte.

Don Andrea