Che cosa sono disposto ad abbandonare?

Commento al Vangelo di Domenica 4 settembre 2022

Notizia pubblicata il 03/09/2022

La figura del discepolo è la quintessenza dell’identità del cristiano. Non l’apostolo, non il sapiente, non il profeta, non l’eroe. Il discepolo. Per evitare che il termine venga riempito di svariate e forse contraddittore immagini, il Maestro delinea con pochi tratti il volto del discepolo. È un avvertimento che vuole arginare il rischio di accontentarsi di facili entusiasmi o polverose abitudini. Emerge quale perno che il discepolato sia sbilanciarsi verso un futuro che sfugge alla presa e alla vista.

Il Signore Gesù sembra associare a questa prima considerazione un immediato richiamo alla prudenza: calcolare, esaminare … Meglio spegnere facili infatuazioni? Il consiglio è verificare se si sia personalmente dotati di sufficienti qualità per ascoltare e accogliere il Verbo e per poi aderirvi? Sorprendentemente l’indicazione va in direzione esattamente contraria: verificare non l’armamentario che si possiede, ma quanto si è realmente disponibili ad abbandonare: «chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Si percorre la via del discepolo solo a bagaglio leggero, non per uno strano sospetto nei confronti della ricchezza, quanto per permette al cuore di essere realmente libero di appartenere al Maestro, solo a Lui, stretto da un amore che supera e giudica, orienta e sostiene ogni altro amore.

don Luigi